Singolare abbinamento allo Spazio espositivo S.Ilario tra scultura e pittura,tra i metaforici Viaggiatori,sculture di Nardo Arcani ed i suggestivi Nuovi Sogni, dipinti di Francesco Rossi, per ribadire ancora una volta come le due forme d’arte possano pacatamente coesistere.
FABIO BIANCHI
Da diversi anni Arcani(1942)coltiva intensamente la passione per l’arte, scultura soprattutto, con luminose e vibranti opere in terracotta raffiguranti personaggi in attesa di un viaggio spirituale.
Caratterizzate da sottile dinamismo materico e psicologico,da frenesia di movimento ed ansia di spostamento, sembrano immerse in tempi e spazi assoluti oltre la contingenza umana.
Finemente lavorate, eleganti nell’accurata ricerca del dettaglio e nella resa fisionomica, riflettono una monumentalità sobria, vigorosa, di derivazione accademica al neo tradizionalismo conservatore ma ugualmente espressivo della scultura italiana del secondo dopoguerra.
Anche Rossi (1948), diplomatosi al “Gazzola “ nel 1967, dopo sporadiche esperienze approfondisce sistematicamente la pittura solo negli ultimi anni con risultati peraltro eccellenti.
I suoi quadri presuppongono da un lato fedele realismo e schietto naturalismo, dall’altro un desiderio di evasione, una dimensione onirica.
I paesaggi sono costruiti con tinte forti, colori puri, pennellate sicure per eliminare i particolari superflui e concentrarsi così solo sui fondamenti della percezione.
I dipinti fantastici proiettano, invece, il visitatore in un nostalgico clima pascoliano, in un mondo di fanciulli anelanti a libertà e svago avverso le costrizioni del reale.
I trasognati viaggiatori di Arcani, plasticamente sospesi tra pittoricità e narrazione, ci accompagnano dunque in un mondo ineffabile, sempre in attesa di qualcosa, forse una misteriosa catarsi mentre i Nuovi Sogni di Rossi nascondono un diverso atteggiamento verso il reale, tanto oggettivo e distaccato nei paesaggi quanto utopico e romantico nelle figure di spensierati giovani.
Dicembre 2, 2005