Ancora insieme lo scultore Nardo Arcani(1942) ed il pittore Francesco Rossi(1948), entrambi artisti sognatori e romantici.
FABIO BIANCHI
Le terrecotte di Arcani raffigurano personaggi, donne,uomini e bambini, carezzati da una brezza leggera che all’apparenza reca un movimento fisico(capelli mossi, baveri alzati…)invece è un fremito interiore che umanizza gli individui.
Viaggio come metafora della vita dove il tempo con Sartre e più ancora Heidegger è condizione dell’esistenza, progetto che esalta la finitudine dell’uomo ma implica anche finalità destinali e storiche.
Ineccepibili e curate fin nei minimi dettagli le opere che, oltre ad ansie metafisiche, esprimono un evidente gusto del pittoresco e della narratività.
Rossi nelle ultime tele supera ma non dimentica i tradizionali paesaggi per abbandonarsi completamente alla fantasia, ad una dimensione estatica ben rappresentata da ingenui bambini che pascolianamente, si abbandonano all’infinito o sono costretti a vivere e giocare in tetre periferie ma sempre puntando gli occhi all’azzurro del cielo e del mare.
Dicembre 7, 2006