Incontrare Piacenza! Bella fatica, si dirà, l’attraverso tutti i giorni, altroché se la vedo… Eppure, proprio questo sguardo abitudinario può diventare limitativo.
Luigi Galli
Sì, perché il consueto reca con sé piccoli imbrogli… Quando una chiesa, un viale, un palazzo, per quanto attraenti, li incontri diecimila volte, magari nella fretta o preso da pensieri d’ogni genere, non li vedi più. La consuetudine diventa amica della distrazione. Più frequenti e meno vedi.
Ed allora, per conservare uno sguardo fresco, capace di vedere? Ci vuole un artista che sappia cogliere i particolari, sappia collocarli con estro assieme, sappia ricavare sintesi poetiche.
L’artista possiede questo dono: il suo sguardo non invecchia mai, non si sclerotizza, partecipa del mondo in profondità.
Francesco Rossi ha incontrato Piacenza. E non ha fatto fatica, da buon artista, a trovarvi quanto sfugge ai più. Ossia, la sua bellezza fuori della consuetudine quotidiana.
I quadri di Rossi raffigurano scorci piacentini, sguardi “Come di un forestiero”, mi diceva, “ che incontri per la prima volta i diversi luoghi della città.”.
Ed egli le tratta, queste visioni, con occhi nuovi, ma in modo realistico ben leggibili, secondo le regole del naturalismo. Di sicuro, non fotografie, ma immagini in cui è diffusa la sua vena lirica, pacata, capace di emanare da ogni elemento dell’opera. Insomma, una specie di realismo magico che rende commovente la rappresentazione.
Questa è la sigla di Francesco Rossi, poiché egli ama quanto ritrae ed il sentimento si diffonde, si trasmette all’osservatore attraverso forme e colori.
In definitiva, una pittura pacata, morbida, sentimentale nel senso più intelligente. Neoromantica, per dirla con le correnti della Storia dell’Arte.
Le opere sono dipinte ad olio, tecnica che ben si presta ai passaggi armoniosi di colore, che vuole e suscita morbidezze di tonalità, che regala delicati accordi, polveri sottili diffuse sulle rappresentazioni.
Francesco Rossi diventa, così, un pittore intimo, fuori d’ogni chiassosità, che con umiltà desidera rivelare il suo modo di amare la città.
Chi avesse occhi stanchi del solito vedere e volesse, con pazienza, scoprire quanto sia nuovo anche ciò egli incontra frettoloso tutte
le mattine, venga a gustare la mostra di Rossi, sosti a lungo innanzi ai quadri. Dopo poco gli uscirà dalla bocca quell’ “Ah..!” di meraviglia che si esprime innanzi ad un inatteso e gradito regalo.
Novembre 16, 2007